Quasi Capolinea

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Nasce a Milano il “QUASI CAPOLINEA” progetto per giovani musicisti

in via Mecenate 76

Lo spunto è nato anche dalla collocazione del luogo, nel cuore dei loft di via Mecenate, poco lontano dal capolinea del Tram 27, una zona dall’intensa attività notturna legata al pubblico giovanile, con un nome che evoca quello del più famoso club italiano di sempre, il Capolinea di via Ludovico il Moro. Il ‘Quasi Capolinea’ nasce per iniziativa di Musica Oggi (Enrico Intra e Maurizio Franco in testa) e dell’Academy Musicabaret. 

L’inaugurazione, con il grande concerto della CIVICA JAZZ BAND, ha assunto un valore simbolico poiché la band riunisce famosi professionisti docenti dei Civici Corsi di Jazz (Emilio Soana, Roberto Rossi, Giulio Visibelli, Marco Vaggi, Lucio Terzano, Tony Arco), studenti ed ex-studenti degli stessi corsi. Hanno partecipato alla serata anche altri docenti dei corsi: Franco Cerri, Franco D’Andrea, Paolo Tomelleri(tra i fondatori del Capolinea di Ludovico il Moro), Laura Fedele, Riccardo Bianchi, Giovanni Monteforte, Mario Rusca, Fabio Jegher e Luca Missiti.

La serata, presentata da Maurizio Franco, è partita con il composto concerto della Civica, si è articolata in un susseguirsi di piccole perle, accanto ai giovani, Franco Cerri ha suonatoYouare too beautifoul, Paolo Tomelleri Mistrye altri grandissimi musicisti della storia del jazz italiano, si sono alternati nelle esibizioni, dando il meglio con la passione e l’affiatamento che sempre, i grandi sanno regalare. Il pubblico numerosissimo, quasi addossato all’orchestra, ha seguito con attenzione ed ha partecipato attivamente, coinvolto dall’entusiasmo straripante del maestro Enrico Intra che ha diretto parte dell’esibizione ed ha concluso la serata con un assolo di piano intenso ed emozionante.

Mercoledì si è attivato un ciclo che vedrà il 16 aprile ospiti del locale le selezioni per l’European Jazz Contest, organizzato dal Saint Louis College of Music, concorso musicale per artisti e gruppi jazz. Partners dell’iniziativa: Siena Jazz, Musica Oggi, Conservatorium Maastricht.

Il progetto si articolerà in una giornata ogni 15 giorni, il mercoledì, nella quale si esibiranno i giovani musicisti di Milano, e ha l’ambizione di far diventare il club un vero e proprio punto di incontro per la comunità jazzistica milanese, con la speranza che anche i professionisti più conosciuti possano partecipare alle jam session e alle attività di questo nuovo spazio conquistato al jazz.

Un’iniziativa senza scopo di lucro, svincolata da ogni sfruttamento commerciale della musica, da vivere tutti insieme e coordinata, per conto di Musica Oggi, da Giulio Visibelli.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Evento organizzato da Musica Oggi in collaborazione con dell’Academy Musicabaret.

Si ringrazia per il gentile invito e la collaborazione.

Taylor Ho Bynum – The Music Of Prince

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Taylor Ho Bynum Ensemble Plays The Music Of Prince all’aperitivo in concerto del teatro Manzoni

Penultimo appuntamento ieri per l’aperitivo in concerto del teatro Manzoni di Milano con Taylor Ho Bynum. Taylor ha presentato in prima europea il suo progetto con il suo omaggio alle musiche di Prince.

Taylor è una figura di spicco tra i talenti emergenti nella generazione di jazzisti affermatisi con il nuovo millennio, è nato a Baltimora nel 1975, cresciuto musicalmente a Boston è stato rivelato dal talent scout Anthony Braxston, Bynum ama particolarmente la cornetta, probabilmente associa esplicitamente questo strumento a una tradizione “umile”, quella delle tante forme di musica da strada, rispetto al passato più austero della tromba.

Armstrong diceva, riferendosi ai primi anni venti;

In quel tempo la tromba non era uno strumento molto comune e più che altro si suonava la cornetta, solo le grandi orchestre nei teatri avevano suonatori di tromba nella sezione degli ottoni. Può sembrare strano, ma allora noi tutti pensavamo che la tromba fosse riservata a chi l’avesse studiata in conservatorio, oppure ai suonatori d’eccezione. Per molti anni infatti non osai cimentarmi con quello strumento”

Il progetto che il giovane cornettista ha portato a Milano , basato sulle musica e la personalità di Prince è tanto più interessante perchè si inserisce in una tendenza dal valore più generale, in cui diversi musicisti che perseguono il “jazz di ricerca” rivisitano le maggior personalità della cultura giovanile metropolitana nera.

Oltre al caso piuttosto recente dell’interesse che Enrico Rava ha mostrato per Michael Jakson, possiamo citare, Giovanni Falzone con il suo progetto su Hendrix, Dee Alexander con James Brown , William Parker su Curtis Mayfield, lasciando sicuramente per strada operazioni analoghe di indiscutibile pregio musicale. Non si tratta della ripresa di singoli brani , ma di un disegno più ampio teso a inserire una particolare poetica nel percorso espressivo di un jazzista di oggi.

Taylor Ho Bynum può vivere e reinterpretare Prince come una figura fortemente trasgressiva della sua adolescenza.

Bynum nelle sue avventure musicali mostra sempre una grande sapienza organizzativa, che sfrutta con originalità la stratificazione degli strumenti a disposizione, ne è prova la formazione che ha usato per questo progetto, Jim Hobbs sax, Evan Patrik chitarra elettrica, Kyoko Kitamura tastiere e voce, Stomu Takeischi basso elettrico, Pheeroan akLaff batteria, Abrham Gomez-Delgado percussioni e voce, Nick Lloyd tastiere, un insieme che ricorda gli esperimenti fatti da Miles Davis nei primi anni settanta, che ripreso da un insieme di tali talentuosi giovani musicisti, ha reso in alcuni tratti del programma ancora più brillante l’anima di Pince, comunicando un entusiasmo, una vitalità e una freschezza propria della nuova generazione del jazz che potrebbe anche disorientare l’ascoltatore aggrappato alla vecchia guardia, ma di certo trasmette un entusiasmo e una vitalità notevoli. 

Immagini e testo di Angela Bartolo 

Fonte delle informazioni Aperitivo in Concerto
evento organizzato da Mediaset e Publitalia 80.
Un particolare ringraziamento alla Sig.ra Viviana Allocchio Responsabile Iniziative Speciali Fininvest/Teatro Manzoni per la gentile collaborazione.

Claudio Ottaviano – Notturno

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Al Memo continua la rassegna young jazz
Claudio Ottaviano presenta “Notturno”

Claudio Ottaviano, giovane contrabbassista di origini siciliane si è esibito mercoledì sera al Memo Restaurant in via Monte Ortigara a Milano.

Claudio ha presentato il suo nuovo disco,’ Notturno’ assieme al suo trio, Michele Franzini al piano e Tino Tracanna sax tenore e soprano. Fra standard e brani originali il disco privilegia composizioni intimistiche melodiche, l’assenza della batteria accentua la delicatezza del suono e consente di apprezzare la piacevolezza delle melodie.

Ottaviano è ormai una presenza fissa sulla scena jazzistica, la sua professionalità e la sua personalità musicale, già ben definite e di innegabile classe, maturano attraverso il continuo lavoro di studio e di confronto con realtà e culture che vanno oltre la quotidianità milanese in cui vive.

Ho avuto il privilegio di incontrare Claudio Ottaviano alcuni anni fa nell’ambito della manifestazione “Novara Jazz”, in quella occasione si esibiva, soli 24 anni, con un trio di diversa composizione, nello spazio riservato ai giovani talenti, allora era già possibile “sentire” la qualità del suo lavoro, oggi, è visibile la qualità maturata, lo stile più definito, e lo sguardo verso il futuro di un uomo, che considera i risultati ottenuti punti da cui ripartire, per un nuovo percorso, per un nuovo progetto in cui impegnare le sue energie.

Immagini e testo a cura di Angela Bartolo

Fonte delle informazioni agenzia di comunicazione abeat press che si ringrazia per la gentile collaborazione

Mangoni e Spinetti – Musica Nuda

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Musica Nuda approda all’Alcatraz

Petra Mangoni e Ferruccio Spinetti si incontrano nel 2003 sul palco. Da allora i due artisti non si sono mai lasciati portando al successo il progetto  Musica Nuda. Hanno registrato sei CD e un DVD, vincendo importanti riconoscimenti ma soprattutto, portando la loro idea di musica in giro per l’Italia, la Francia e molti altri paesi del mondo grazie a centinaia, migliaia di concerti condivisi con chiunque avesse voglia di ascoltarli.

Per festeggiare  con il loro pubblico i primi 10 anni, Mangoni e Spinetti  si sono avvalsi della collaborazione di Daniele Di Gregorio che, con un lavoro di fine “sartoria” ha donato al duo un nuovo abito per questo importante anniversario, curando gli arrangiamenti dell’album ‘Banda Larga’ e affiancando i due artisti, per la prima volta ad un’intera orchestra, l’Orchestra da camera delle Marche, diretta dallo stesso De Gregorio. Un lavoro preciso, un cesello musicale che ha arricchito le sonorità del CD, mantenendo inalterato delicatissimo e consolidato equilibro che  Petra e Ferruccio hanno raggiunto durante la loro lunga collaborazione, la voce di Petra Mangoni  e il contrabbasso di Ferruccio Spinetti sono rimasti infatti, assolutamente centrali in un equilibro armonico perfetto.

Ieri sera abbiamo ascoltato e incontrato ,  i dei due artisti all’interno della manifestazione “la Toscana che suona” che  ha confermato, oltre alla disponibilità assoluta, l’incredibile ironia dei due che sembrano non prendersi troppo seriamente pur avendo generato questo serissimo progetto, sono tornati  a Milano sull’onda delle iniziative del Bit,  partita dall’Alcatraz con una incredibile serie di musicisti tra  cui  Erriquez e  Finaz della Bandabardò il chitarrista di Giovanotti, Riccardo Onori  i giovani The Venkmans e King of the Opera, non sono mancati alcuni ospiti stranieri come gli svizzeri 77 Bombay Street. La serata , iniziata alle 20,30 è partita un po’ in sordina per culminare in un’esplosione di ritmo che ha portato a ballare tutto il pubblico presente.

Testo e immagini di Angela Bartolo

Dee Alexander’s Evolution

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Dee Alexander’s Evolution rende omaggio a James Brown al Teatro Manzoni

Già acclamata per le sue riletture e interpretazioni delle composizioni di Jimi Hendrix, la straordinaria cantante Dee Alexander inaugura un nuovo capitolo nella sua affascinante opera di esplorazione della grande tradizione popolare afroamericana.

Dee Alexander è una delle più apprezzate voci della scena di Chicago. A suo agio con tutti i generi, dal gospel al blues, dall’R&B al soul, è a confronto con il jazz che esprime al massimo tutta la potenza della sua musica. Una voce unica, che sa muoversi tra stili e generi differenti, in un dedalo di colori e umori che la rende una delle più belle realtà del canto jazz mondiale.

Oltre alla carriera come affermata leader, che in Italia è iniziata nel 2008 proprio con “Aperitivo in concerto” a fianco dell’orchestra guidata da Ernest Dawkins, è interminabile la lista delle collaborazioni che l’hanno vista protagonista, tra le atre quella con Ahmad Jamal, David Sanborn, Roy Ayers e Nicole Mitchell.

In ogni sua interpretazione la Alexsander riesce a scrivere una pagina unica grazie ad uno swing e un groove del tutto personali.

Tra i progetti che la vedono protagonista , l‘Evolution Ensemble rappresenta il più importante e interessante del momento, un gruppo acustico costituito da strumenti a corde e percussioni, un quintetto in grado di muoversi con la stessa enfasi su composizioni originali e riletture famose.

quando la gente va a sentire la James Brown Revue e la mette a confronto con gli altri concerti che ha visto capisce la differenza..” James Brown

In queste parole si intravede la vera difficoltà che il musicista incontra nello sperimentare un simile lavoro, difficoltà che non si trova nei passaggi musicali o nelle asperità ritmiche ma nella capacità di mantenere intatto il messaggio che un simbolo culturale così importante ha voluto trasmettere.

Le dirompenti pagine di James Brown, padre e pioniere nell’evoluzione della musica gospel e R&B nonché del soul e del funk, la Alexander le affronta, accompagnata da un gruppo di strumentisti di ineccepibile valore, che vede Scott Hesse alla chitarra, Junius Paul al contrabbasso, Ernie Adams alle percussioni e Tomeka Reid al violoncello, si immerge con tutta se stessa nel ritmo coinvolgente di James Bown, alternando momenti di struggente intensità a momenti di rabbiosa e graffiante esuberanza , fisicamente e spiritualmente coinvolgente, totale e totalizzante nella realtà più complessa della tradizione musicale nera in America.

Testo e immagini di Angela Bartolo

Fonte delle informazioni Aperitivo in Concerto
evento organizzato da Mediaset e Publitalia 80.
Un particolare ringraziamento alla Sig.ra Viviana Allocchio Responsabile Iniziative Speciali Fininvest/Teatro Manzoni per la gentile collaborazione.

Billy Cobhman

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Standing ovation per il maestro della fusion al Blue Note

Torna periodicamente al Blue Note di Milano, sempre attesissimo, Billy Cobhman, raffinato e originale compositore che ha saputo spaziare da un genere all’altro senza porre alcun limite alla sua musica.

Billy Cobhman è nato il 16 maggio del 1944 a Panama, dove già da piccolissimo mostrò di essere affascinato dalle percussioni. Si traferì a New York all’età di tre anni e, all’età di otto anni, ebbe il suo debutto di musicista in uno spettacolo con il padre. Affinò le sue doti di percussionista frequentando la migliore e più prestigiosa scuola di New York Arte e Musica. 

Cobhman ha suonato per alcuni anni come percussionista nella banda dell’esercito( dal 1965 al 1968) dopo essersi congedato ha lavorato nella band hard bop del pianista Orace Silver, si è unito ai primi jazz-rock nel 1969, con i fratelli Brecker e il chitarrista John Abercrombie.

Ha collaborato con Miles Davis nella sua band Elettrica e in diversi suoi album prima di entrare nella Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin e poi, proporsi finalmente come leader con ‘Spectrum’, una pietra miliare della fusion (con un brano, ‘Stratus’, fra i più celebrati e campionati dai musicisti black).
‘Spectrum’ assieme a ‘On the corner’ figura immancabilmente nelle classifiche dei dischi fusion più importanti di tutti i tempi. 

A 68 anni, Cobham è sempre attento alla realtà musicale che lo circonda, a tutte le declinazioni della black music, dal funk al rap senza dimenticare l’elettronica, ha dedicato gran parte della sua vita non solo a suonare, ma anche a diffondere la sua tecnica insegnandola a innumerevoli batteristi.

Sabato sera, per la terza sera consecutiva, questo incredibile musicista ci ha regalato un generoso saggio della sua enorme capacità ed esperienza, offrendo ad un pubblico traboccante ed esuberante l’ennesimo straordinario momento di vibrante emozione.

Testo e immagini di Angela Bartolo

Evento organizzato da Blue Note in collaborazione con Parole e Dintorni.

Arisa

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Amami Tour” approda all’Arcimboldi regalandoci una splendida Arisa

In un teatro gremito di un pubblico tra i più variegati che si possano immaginare, il concerto milanese dell’ “Amami Tour” di Arisa, ha avuto inizio ieri sera con due giovanissimi talenti che l’artista ha prelevato direttamente da X-Factor.

Arisa si ripropone in una veste sorprendentemente nuova, ci regala momenti intensi, di grande delicatezza, accompagnata dal Maestro Giuseppe Barbera al pianoforte, Sandro Raffe Rosati al basso, Andrea Pistilli alle chitarre, Giulio Proietti alla batteria e Salvatore Mufale alle tastiere.

Attraverso il suo repertorio, da ‘Sinceritá’ all’intenso ed ultimo ‘Meraviglioso Amore Mio’, contenuta nell’album ‘Amami tour’, pubblicato il 20 novembre da Warner Music, Arisa da prova di una grande crescita professionale, misurandosi anche con cover audaci, capolavori internazionali della musica tra i quali ‘Sweet Dreams’ degli Eurythmics, ‘Viva la Vida’ dei Coldplay, ‘Personal Jesus‘ dei Depeche Mode e ‘Dancing Queen’ degli Abba.

“Meraviglioso amore mio” è stato scritto da Giuseppe Anastasi che è riuscito esattamente a prevedere come sarebbe stato il mio amore nel presente. Accettare l?amore sembra facile, prendere coscienza che stiamo amando e che qualcuno ci ama davvero sembra facile, ma non lo è!”

Arisa rivela tutta la sua straordinaria professionalità e le grandi capacità di interprete, sostenuta dalla bravura dei suoi musicisti in una chiave assolutamente unica e coinvolgente. 

Informale e spontanea si rivolge al pubblico, come sua consuetudine con un pizzico di ironia e un’intensa emozione, che non vuole nascondere fino in fondo perchè, se lo facesse, sciuperebbe di certo una delle sue caratteristiche maggiori, la naturalezza. 

Il 7  febbraio all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Immagini e testo a cura di Angela Bartolo

Il tour è prodotto da Massimo Levantini per Live Nation in collaborazione con Friends & Partners.

Organizzazione Evento a cura di Live Nation, F&P

Un particolare ringraziamento Live Nation per la disponibilità e collaborazione dimostrate.