Esce il DVD del primo ciclo di trasmissioni ‘SostieneBollani’

sostieni-bollani

http://www.angelabartolo.it/wp-content/tn3/2/Sostieni-Bollani_20131024_009.jpg
  • Sostieni-Bollani_20131024_010

  • Sostieni-Bollani_20131024_009

  • Sostieni-Bollani_20131024_008

  • Sostieni-Bollani_20131024_007

  • Sostieni-Bollani_20131024_006

  • Sostieni-Bollani_20131024_005

  • Sostieni-Bollani_20131024_004

  • Sostieni-Bollani_20131024_003

  • Sostieni-Bollani_20131024_002

  • Sostieni-Bollani_20131024_001

 

Libreria Mondadori, spazio eventi secondo piano, piove a dirotto ma la gente arrriva comunque, è il tutto esaurito, come ai concerti, come alle trasmissioni in Rai, Stefano Bollani arriva e tanto per gradire rompe il ghiaccio suonando un po’.

Sono presenti  i rappresentatanti di Rai Tre, Rai Eri e Radio due, sembra siano quattro chiacchiere tra amici. E’ lo speaker radiofonico che si occupa di condurre la chiacchierata, fa domande in perfetto stile Bollani, serie ma non troppo, domande che possono prevedere anche risposte leggere ma non solo. Probabilmente il segreto del successo di questa trasmissione che nasce alle 24 su Rai Tre (la prima serie) sta proprio nel perfetto equilibrio tra leggerezza e serietà,  senza mai diventare noiosa.

Stefano Bollani racconta, la sua esperienza televisiva:

 “…non mi interessa andare in prima serata, sarebbe uno scontro con giganti che è inutile sfidare…le fiction..Don Matteo…anche in seconda serata riesco ad avere una  quantità di spettatori che non potrei mai avere in un solo concerto…”

“…pari a tre stadi da calcio traboccanti…”  suggerisce qualcuno.

Probabilmente Stefano Bollani ha ragione, ma forse al suo pubblico , quello che al lunedì si alza prima dell’alba per andare al lavoro non importa dell’orario, visto che lo seguono comunque, quello che conta è la qualità dei contenuti e l’altissima capacità comunicativa di questo straordinario musicista.

Tutto il meglio delle trasmissioni della prima serie è raccolto in tre DVD contenuti in un  cofanetto prodotto da Rai eri, per rimanere coerenti con Rai edu.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Un ringraziamento particolare all Sig.ra Monica Mainetti per il gentile invito.

Sostiene Bollani – parlando di musica su RAI 3

sostiene-bollani-rai3

http://www.angelabartolo.it/wp-content/tn3/2/Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_023.jpg
  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_024

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_023

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_022

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_021

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_020

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_019

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_018

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_017

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_016

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_015

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_014

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_013

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_012

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_011

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_010

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_009

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_008

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_007

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_006

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_005

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_004

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_003

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_002

  • Sostiene-Bollani_Rai3_20131007_001

 

Sostiene Bollani – parlando di musica su RAI 3

E’ partita domenica scorsa la seconda edizione del programma culturale ‘Sostiene Bollani‘, trasmesso su RAI 3 alle 23,30 di domenica sera.

Stefano Bollani nel modo informale che gli è consueto, parla di musica, lo fa quasi giocando, senza mai perdere il punto, senza mai scadere nella banalità.

Stefano spiega, teorie, concetti, meccanismi nascosti dietro la creazione di pezzi staordinari, racconta in un modo comprensibile anche ai comuni mortali, il perchè e il prcome dei meccanismi di creazione, ci indica con una semplicità disarmante, il modo migliore per imparare ad ascoltare rendendo così comprensibile un linguaggio che per molti potrebbe sembrare inaccessibile.

Bollani sostiene, anche nel suo libro ‘Parliamo di musica‘ che saper ascoltare è fondamentale, che la musica si nasconde in ogni quotidiano suono, lo dimostra durante la tramissione in ogni modo possibile, si potrebbe dire che è una geniale intuizione, ma la vera genialità resta il suo modo di comunicarlo, la sua capacità di renderlo comprensibile e divertente, semplicemente.

Insomma ci siamo trovati domenica sera nuovamente agli studi RAI di via Mecenate per parlare di musica, ma mentre i comuni mortali speravano in un orario più umano e in uno studio più spazioso, lo spazio si è ristretto, l’orario è rimasto quello della prima edizione, Stefano però non se ne preoccupa, non si pone problemi d’indice di ascolto, non sembra proprio essere quello il suo obbiettivo.

Protagonisti di questa nuova tappa nel mondo della musica sono stati gli strumenti ad arco e le serenate, ‘esplorati’ da Bollani attraverso l’improvvisazione e la ‘complicità’ degli ospiti del programma.

Il programma è iniziato presentando due consueti compagni di viaggio, Jesper Bodilsen e Morten Lund, per poi dare il via a una serie di incontri straordinari quanto particolari, a cominciare dal violoncellista ‘sperimentatore’ di suoni Giovanni Sollina, per passare alla straordinaria voce jazz di Gregory Porter, passando per il canto di Peppe Barra. Bollani non si è fermato qui, ci propone il violino di Ilva Bittova e la cornamusa galiziana di Cristina Pato.

Insomma una serata speciale in cui la cultura ha fatto da padrone, Stefano Bollani batte il ritmo su un’edizione splendidamente ‘vissuta’ dei promessi sposi che aveva appena terminato di ‘reinterpretare’ con la creatività che gli è consueta.

Dopo un serata così, la sensazione è di aver trascorso tra amici una splendida e divertente serata, che ci ha lasciato di certo molto di più di un banale ricordo.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Un particolare ringraziamento alla Sigra Monica Mainetti per il gentile invito.

Steve Vai – The Story of Light

steve-vai-evo

http://www.angelabartolo.it/wp-content/tn3/2/Steve-Vai_EVO_20131003_024.jpg
  • Steve-Vai_EVO_20131003_024

  • Steve-Vai_EVO_20131003_023

  • Steve-Vai_EVO_20131003_022

  • Steve-Vai_EVO_20131003_021

  • Steve-Vai_EVO_20131003_019

  • Steve-Vai_EVO_20131003_020

  • Steve-Vai_EVO_20131003_018

  • Steve-Vai_EVO_20131003_016

  • Steve-Vai_EVO_20131003_017

  • Steve-Vai_EVO_20131003_015

  • Steve-Vai_EVO_20131003_014

  • Steve-Vai_EVO_20131003_013

  • Steve-Vai_EVO_20131003_012

  • Steve-Vai_EVO_20131003_011

  • Steve-Vai_EVO_20131003_009

  • Steve-Vai_EVO_20131003_010

  • Steve-Vai_EVO_20131003_008

  • Steve-Vai_EVO_20131003_007

  • Steve-Vai_EVO_20131003_006

  • Steve-Vai_EVO_20131003_005

  • Steve-Vai_EVO_20131003_004

  • Steve-Vai_EVO_20131003_002

  • Steve-Vai_EVO_20131003_003

  • Steve-Vai_EVO_20131003_001

 

Steve Vai posegue il suo tour ‘The Story of Light’ all’EVO di Nonantola (Mo)

Steve Vai chitarrista polistrumentista, produttore discografico, nella sua incredibile carriera collaborato con il leggendario Frank Zappa, come chitarrista e ‘trascrittore’ delle complesse partiture di quel genio di Frank che parlava di lui come di un chitarrista diabolico ( “little italian virtuoso” ), eccelso nella tecnica e nel talento.

Steve vanta numerose importanti collaborazioni, David Lee Roth (ex-Van Halen), con gli Alcatrazz di Graham Bonnett , con i Whitesnake leggende del rock britannico, con John Petrucci, con Joe Satriani e con la Metropole Orchestra, da cui nel 2007 nasce un bellissimo doppio disco dal vivo intitolato ‘Sound Theories, VOLS 1-2′ . Ha anche partecipato all’esecuzione della colonna sonora del film ‘Fantasmi da Marte’ di John Carpenter insieme agli Anthrax e a Buckethead. Nel 2002 ha accompagnato con la chitarra Nelly Furtado nell’esecuzione della canzone ‘I’m Like a Bird’ durante i Grammy Award. Ha partecipato al Greatest Hits di Eros Ramazzotti uscito nell’ottobre 2007.

Steve Vai classe 1960, nato a New York ma di origini italiane, con alle spalle una quantità di successi che è impossibile elencare qui ora, apprezzato come discografico e produttore sembra che trovi la sua maggior soddisfazione nel salire sul palco per coinvolgere il pubblico nelle sue acrobazie musicali.

Mercoledì sera all’EVO a Nonantola (Mo) Steve ha lanciato il suo richiamo da dietro le quinte per uscire dopo alcuni minuti ed iniziare una performance tanto intensa da rendere impossibile trovare aggettivi che possano desciverla correttamente.

Rivolgendosi al pubblico dopo il primo pezzo ha detto:

Siete pronti? Siete pronti per un concerto di sei ore? Bene! Avremo un concerto di sei ore, poi andrete a scopare e dopo andrete al lavoro…forse

Vai ha dato sfogo a tutta la sua abilità, cambiando una chitarra per ogni pezzo e suonando ogni chitarra in tutti i modi possibili, sembrava facesse l’amore con i suoi strumenti rovesciando sul pubblico una quantità incalcolabile di vibrazioni cariche di sensualità adrenalinica. Impossibile perdere anche una sola nota.

Non sono mancati anche piccoli momenti ‘teatrali’ , il batterista che sparisce ricomparendo con addosso un piccola batteria portatile completa di teschio fumante a lato, oppure lui stesso scompare per un attimo e ritorna con pastrano alla Dark Fender illuminato da luci fosforescenti, e via così sempre senza diminuire o abbassare nemmeno per un solo attimo la qualità e l’intensità della musica.

Un’esperienza da ripetere sicuramente.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Organizzazione dell’evento a cura di Live Nation e Studio’s

29° edizione di Aperitivo in Concerto

aperitivo-in-concerto-teatro-manzoni

http://www.angelabartolo.it/wp-content/tn3/2/Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_004.jpg
  • Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_012

  • Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_011

  • Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_010

  • Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_009

  • Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_008

  • Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_007

  • Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_006

  • Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_005

  • Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_004

  • Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_003

  • Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_002

  • Aperitivo-in-Concerto_Teatro-Manzoni_20130929_001

 

Il Teatro Manzoni presenta alla stampa la 29° edizione di Aperitivo in Concerto

Si è svolta alla presenza di numerose testate giornalistiche venerdì 27 settembre, la conferenza stampa di presentazione della ventinovesima edizione di ‘Aperitivo in Concerto’.

Presenti, oltre al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, l’assessore alla cultura del comune di Milano Filippo Del Corno, il direttore relazioni esterne di Peugeot Italia Eugenio Franzetti, il direttore comunicazione di 3 Italia Stefano Piastrelli e il direttore artistico del festival, il musicologo Gianni M.Gaualberto.

La programmazione di Aperitivo in concerto, con la direzione artistica di M. Gualberto, da lungo tempo si impegna nel presentare e venti caratterizzati solo ed esclusivamente da un pensiero fortemente originale e creativo, al di là di ogni limite artistico e linguistico.

La ventinovesima edizione di aperitivo in concerto prevede 11 eventi , di cui due prieme europee, e sette prime o uniche date italiane in programma dal 13 ottobre fino al 2 marzo Teatro Manzoni di Milano.

Questa edizione è stata dedicata più del solito all’improvvisazione afroamericana e alle molte forme con cui essa declina la propria tradizione.

L’avvio il 15 ottobre con David Murray grande esponenete dell’improvvisazione più innovativa degli ultimi quarant’anni, il 27 ottobre la poesia straordinariamente evocativa di Amiri Baraka prosegue, il 17 novembre David Budbill, che si esibisce con ‘The William Parker Quartet’, il 24 novembre con Anthony Joseph, poeta narratore dratturgo e musicista, il 15 dicembre con Nicole Mitchell che torna ad aperitivo in concerto con una prima europea. Via via, il programma mostra in un perfetto equilibrio di tradizione ed attualità, nell’intreccio tra musica e poesia.

Special guest Andrée Ruth Shammah, del Teatro Franco Parenti, a cui ‘Aperitivo in Concerto‘ ha offerto la consulenza artistica per il progetto ‘Enrgie da Tel Aviv’ , musiche e danze al Teatro Parenti da 10 ottobre.

Immagini e testo di Angela Bartolo

fonte delle informazioni ‘Aperitivo in Concerto’

Un particolare ringraziamento alla Sig.ra Viviana Allocchio Responsabile Iniziative Speciali Fininvest/Teatro Manzoni per il gentile invito.

Black Hole, Break in Jazz di MiTo

black-hole-x-mito

http://www.angelabartolo.it/wp-content/tn3/2/Black-Hole-per-MiTo_20130913_019.jpg
  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_018

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_019

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_017

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_016

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_014

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_015

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_013

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_011

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_012

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_010

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_009

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_008

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_007

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_005

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_006

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_004

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_003

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_002

  • Black-Hole-per-MiTo_20130913_001

 

Black Hole in piazza San Fedele per il Break in Jazz di MiTo

In piazza San Fedele, per il break in jazz di MITO, si sono esibiti ieri, davanti a un pubblico attento e partecipe, i Black Hole, il gruppo di cui fanno parte Walter Donatiello alla chitarra, Tiziano Tononi alla batteria, Daniele Cavallanti al sax tenore e Michelangelo Flammia al basso elettrico, ha interpretato diversi pezzi dal suo repertorio compositivo.

Il flusso della musica di Black Hole scorre attraverso diversi canali sotterranei, la sensibilità del jazz, l’energia del rock, la pratica dell’improvvisazione e il senso del collettivo. Ed è proprio la dimensione collettiva a generare le linee guida delle scelte in musica,  un approccio spregiudicato all’interpretazione, una visione dell’oggi con profonde radici in un passato remoto prossimo venturo, senza il quale non c’è rapporto con il presente e visione del futuro.

Purtroppo alcuni problemi tecnici, malgrado l’impegno e gli sforzi dei tecnici presenti,  dovuti pare all’insufficiente supporto elettrico, hanno reso più difficile apprezzare fino in fondo una musica che, richiede forse più altre la continuità e la forza del suono, per entrare attraverso il lato “rock” arrivando fino alle sonorità più jazz e lasciarsi trasportare dall’improvvisazione.

Si ringrazia l’organizzazione di MITO

Franco D’Andrea per MiTo

franco-d-andrea-x-mito

http://www.angelabartolo.it/wp-content/tn3/2/Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_014.jpg
  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_016

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_015

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_014

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_013

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_012

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_011

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_010

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_009

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_008

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_006

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_007

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_005

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_004

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_003

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_002

  • Franco-D_andrea-per-MITO_20130911_001

 

Franco d’Andrea sestet totalmente jazz per MiTo

Al Teatro Manzoni di Milano, Franco D’Andrea ospite di MiTo Settembre in Musica ha dato larga dimostrazione, se mai ci fosse stato bisogno, delle sue straordinarie doti di poliedricità.

Un concerto ricco, quello di ieri sera al teatro Manzoni di Milano, nel quale Franco D’Andrea si è esibito attraversando le più variegate situazioni a partire dal piano quasi solo, il primo pezzo infatti annunciato come piano solo, si è arricchito dell’improvviso  intervento di Han Bennik, per arrivare poi fino al sestetto.

Insieme a Franco sul palco, due ospiti d’eccezione: il batterista Han Bennink e il trombettista Dave Douglas, oltre chiaramente agli altri musicisti del suo sestetto,  Mauro Ottolini al trombone, Andrea Ayassot al sax, Daniele D’Agaro al clarinetto, Aldo Mella al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria.

La scaletta si è articolata tra i brani del suo disco in piano solo ‘Today’, edito a maggio di quest’anno dall’etichetta El Gallo Rojo, a diversi  inediti e parte del repertorio di ‘Traditions and Clusters’, il doppio album con il quale Franco D’Andrea ha vinto nel 2012 ilTop Jazz come ‘Miglior disco dell’anno’.

L’arte di Franco D’Andrea è l’espressione musicale libera e raffinata, travolgente e coerente, intensamente personale e  completamente jazz.

Si ringrazia l’organizzazione di MITO per il gentile invito.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Giovanni Falzone un Requiem in jazz

giovanni-falzone-cimitero

http://www.angelabartolo.it/wp-content/tn3/2/Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_017.jpg
  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_020

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_019

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_018

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_017

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_016

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_015

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_014

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_013

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_012

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_011

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_010

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_009

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_008

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_007

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_005

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_006

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_004

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_003

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_002

  • Giovanni-Falzone-Cimitero_20130907_001

 

Falzone incontra Verdi e regala a MITO un Requiem in jazz

Ieri sera Cimitero Monumentale di Milano  Giovanni Falzone con la sua Contemporary Orchestra ci ha regalato una splendida serata, il progetto presentato ‘Requiem Around Requiem’, sostenuto e prodotto da Musicamorfosi può sembrare un po’ “spericolato”, ma Giovanni Falzone che  ha attraversato nel corso della sua crescita generi musicali molto diversi tra loro crescendo rock di Jimi Hendrix e dei Led Zepelin, per poi suonare nell’orchestra del conservatorio e infine incontrare il jazz di Ornette Coleman e Miles Davis, è un musicista che ama la sperimentazione, e vive la contaminazione tra generi musicali come un arricchimento.

Giovanni percepise il ‘ Requiem’ di Giuseppe Verdi in modo intimo e profondo, ed è per questa ragione che ha scelto di  rielaborarlo secondo suo particolare punto di vista, per fare questo ha riunto un’orchesta  che è la perfetta rappresentazone del pezzo stesso, classico verdiana con Joo Cho, soprano – Mansu Kim baritono, Marco Taraddei al fagotto e Jacopo Soler al flauto traverso, una dose di rock con Valerio Scrignoli, una splendida chitarra elettrica, Michele Tacchi basso elettrico e Antonio Fusco all batteria,  infine una sezione di fiati squisitamente jazz con Massimiliano Milesi, Paolo Lopolito, Rudi Manzoli, Simone Maggi e Stefano Perini, si potrebbe dire ‘Verdi secondo Falzone’.

“…questo mio ‘Requiem Around Requiem’ nasce in occasione del bicentenario Verdiano, ma ha l’obbiettivo di omaggiare un grande musicista come Verdi in modo non convenzionale. La mia esperienza personale mi ha portato a fare una sintesi molto ampia della musica ed è proprio per questo che ho fondato la ‘Contemporary Orchestra’ , per mettere assieme più generi musicali e fonderli tra loro utilizzando il Jazz come grande catalizzatore…”

Una scelta singolare per un musicista straordinario che evidentemente, è riuscito a offrire al pubblico presente una serata di altissimo livello,  all’interno di un’edizione di MITO in cui domina la musica  di  Rachmaninoff, la sintesi che Giovanni Falzone ha ottenuto con il suo lavoro è riuscita a conquistare l’attenzione del pubblico del Jazz, catturando la curiosità del pubblico che normalmente è più vicino agli ambienti classici e riuscendo a soddisfare entrambi, che è sicuramente  un’impresa piuttosto difficile ma perfettamente riuscita.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Si ringrazia l’organizzazione di MITO per la gentile disponibilità

Roger Waters emoziona con “The Wall”

roger-waters-olipico

http://www.angelabartolo.it/wp-content/tn3/2/Roger-Waters-Olimpico_20130729_004.jpg
  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_020

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_019

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_018

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_017

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_016

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_015

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_014

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_013

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_012

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_011

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_010

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_009

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_008

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_007

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_006

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_005

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_004

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_003

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_002

  • Roger-Waters-Olimpico_20130729_001

 

Roger Waters emoziona l’Olimpico con ‘The Wall’

Roger Waters classe 1943, londinese di nascita si trasferisce a Cambrige per motivi di studio e lì incotra  quelli che poi sarebbero diventati i Pink Floyd, compagni importanti di dun lungo viaggio. Diventa leader del gruppo quando avviene il distacco da Syd Barret che lascerà una traccia indelebile nella sua musica. Nel 1979, con la nascita dell’album The Wall, Waters ammette le proprie difficoltà con il gruppo attraverso, un’abile trasposizione artistica,  nasconde i Pink Floyd al pubblico con un muro. Alla fine dell’album come, quindi, alla fine di ogni concerto di The Wall,  il muro viene abbattuto, metafora dell’artista che rinasce al mondo. Solo successivamente alla caduta del Muro di Berlino (1989), l’album verrà associato anche a questo evento, con la celebrazione nella capitale tedesca, nel luglio del 1990.

The Walltorna, rivisto corretto e rinnovato nelle scenografie ma sempre con un impatto emotivo che si potrebbe definire esplosivo.

Roger Waters sale sull’immenso palco montato allo stadio Olimpico di Roma esplode l’ovazione e lo spettacolo inizia. Attraverso l’esecuzione dei pezzi storici sempre incredibilmente attuali, Waters da un’imagine chiara della situazione sociopolitica attuale attaccando senza esclusione di colpi le grandi multinazionali di ogni tipo.

Comincia attaccando la scuola con i bambini che cercano di contrastare il maestro mostro ed indottrinatore, poi appaiono lanciati  ‘aerei da guerra’ simboli religiosi  e brand universalmente conosciuti che ‘bombardano’ città e case e che appaiono nella scenografia come i sostitutivi delle ragioni e degli interessi che animano le guerre, ogni cosa annega nel rosso sangue delle luci. Ed è la volta del  grande cinghiale  volante (che sostituisce il maiale per accentuarne il sognificato) coperto anch’esso di simboli e messaggi, altro emblema destinato ad incarnare, nella sua sgradevolezza, la negatività del credo consumistico.

Roger Waters parla, dichiara la sua solidarietà, alle vittime delle guerre, il suo sostegno alla povertà, si schiera con i più deboli senza possibilità di equivoco. E suona, suona con una grandezza che non smette mai di toccare le profondità intime dei presenti, quando tacciono le parole parlano le note, le corde della sua chitarra intonano un canto ora malinconico ora rabbioso, ma sempre di un’intensità che le parole non possono descrivere fino in fondo. E’ sempre lui, il grande incredibile musicista che nel 1985 dopo la separazione dai Pink Floyd ha iniziato un percorso evolutivo vivendo il presente senza mai dimenticare il passato dimostrando, con l’abbattimento finale del muro di credere ancora nel futuro.

Un particolare ringraziamento a D’Alessando e Galli per il gentile invito.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Carols Santana travolge City Sound

santana-citysound

http://www.angelabartolo.it/wp-content/tn3/2/Santana-CitySound_20130727_018.jpg
  • Santana-CitySound_20130727_020

  • Santana-CitySound_20130727_019

  • Santana-CitySound_20130727_018

  • Santana-CitySound_20130727_017

  • Santana-CitySound_20130727_016

  • Santana-CitySound_20130727_015

  • Santana-CitySound_20130727_014

  • Santana-CitySound_20130727_013

  • Santana-CitySound_20130727_012

  • Santana-CitySound_20130727_011

  • Santana-CitySound_20130727_010

  • Santana-CitySound_20130727_009

  • Santana-CitySound_20130727_008

  • Santana-CitySound_20130727_007

  • Santana-CitySound_20130727_005

  • Santana-CitySound_20130727_006

  • Santana-CitySound_20130727_004

  • Santana-CitySound_20130727_003

  • Santana-CitySound_20130727_002

  • Santana-CitySound_20130727_001

 

La passione latina di Carols Santana travolge il pubblico del City Sound 

Una chitarra che   viene da lontano quella di Carlos Santana. Il suono è inconfondibile, Santana arriva dalla  tradizione del Messico (iniziata prestissimo col padre che suonava il violino in un’orchestra mariachi),  approda nel grande mare musicale della California dove  è emigrato nel 1961 al seguito della famiglia. Ha cominciato ad ascoltare i bluesman poi i primi gruppi della psichedelia, dove le chitarre erano potenti racconti di viaggi ai limiti della percezione.

Il primo disco è del 1969, e quando è arrivato a Woodstock, era praticamente sconosciuto, un po’ come successe a Joe Cocker o Richie Havens.

Ma ha azzeccato la giusta performance, al momento giusto e nel posto giusto, e le immagini della sua ‘Soul sacrifice’ fecero il giro del mondo e lo trasformarono in una star mondiale da un giorno all’altro. La formula era imbattibile. Santana non aveva dimenticato la musica della sua terra e semplicemente l’aveva mischiata al rock, con percussioni latine, ritmi sudamericani, creando una miscela di forte impatto, originale, travolgente.

Ieri sera all’Ippodromo del Galoppo nell’ambito di ‘city sound’, per la data milanese del suo ‘The sentier Tour’, la magia si è ripetuta, un boato ha accompagnato l’apparizione di Carlos sul palco e l’energia dei musicisti  ha immediatamente coinvolto  il numeroso pubblico, che contagiato dai ritmi latini si è lasciato prendere  ed ha partecipato attivamente allo spettacolo. L’ippodromo era stracolmo e vibrava all’unisono con il cuore e la musica di Santana.

Nella scaletta non sono mancati classici come Samba Pa Ti, Corazon espinado, Maria Maria, sapientemente alternati ai pezzi dell’ultimo lavoro ‘Shape Shape‘, un’esperienza sempre nuova con forti colori dal passato una musica che fare vibrare  l’anima.

Un’emozione che si ripete ogni volta, ogni volta con una forza e un vigore rinnovati, come la fede di Santana che non dimentica mai di ringraziore Dio per tutto quello che riesce a dare.

L’organizzazione degli eventi è a cura di Live Nation, che ringraziamo per il graditissimo invito.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Grande chiusura per ‘Il Ritmo Delle Città’

chiusura-ritmodella-citta

http://www.angelabartolo.it/wp-content/tn3/2/Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_011.jpg
  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_016

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_015

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_014

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_013

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_011

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_012

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_010

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_009

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_008

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_007

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_006

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_005

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_004

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_003

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_002

  • Chiusura-Ritmodellacitta_20130729_001

 

Grande chiusura per ‘Il Ritmo Delle Città’ dedicata ai giovani musicisti.

Chiusura intensa al castello Sforzesco  givedì 25 luglio per “il Ritmo delle Città”, due gruppi, danese il primo (Jazz Mob) e francese il secondo (Remi Panossian Trio) hanno regalato all’assiduo pubblico della manifestazione una chiusura di altissimo livello. Entrambi infatti, malgrado la giovanissima età hanno raggiunto altissimi livelli  di esecuzione.

Il modern mainstrem dei Jazz Mob pone il gruppo al vertice della scena norvegese più vicina alla tradizione storica del jazz. Eccellenti strumentisti, hanno eseguito composizioni originali caratterizzate da coinvolgente dinamismo.

Il Remi Panossian Trio, rivelazione dell’anno nel 2011 per la radio francese TFS Jazz. Il trio del giovane pianista transalpino incontra un emergente di talento, Nicolas Gardel e la sassofonista tededesca Nicole Jo, vincitrice di numerosi concorsi internazionali  e improvvisatrice di grande personalità.

Un finale caratterizzato dall giovane forza del talento europeo di musicisti straordinari e promettenti, per darsi appuntamento alla prossima stagione.

Fonte delle informazioni Maurizio Franco

Immagini e testo di Angela Bartolo

Si ringrazia l’Associazione Arti e Corti – Musica Oggi e tutto lo Staff di ‘il ritmo delle città‘ per la gentile disponibilità.

Chick Corea brilla sull’Orto Botanico

chick-corea_orto-botanico

http://www.angelabartolo.it/wp-content/tn3/2/Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_19.jpg
  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_20

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_19

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_18

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_17

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_16

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_15

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_14

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_13

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_12

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_11

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_10

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_09

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_08

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_07

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_06

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_05

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_03

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_04

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_02

  • Chick-Corea_Orto-Botanico_20130723_01

 

La stella di Chick Corea brilla sull’Orto Botanico per ‘Il Ritmo delle Città’

Il concerto di punta per ‘Il Ritmo delle Città’ si è tenuto lunedì sera all’Orto Botanico di Cascina Chiesa Rosa, Armando Anthony “Chick” Corea (Chelsea, 12 giugno1941) .

Di origini italiane (per la precisione di Albi di Catanzaro), Corea inizia a suonare negli con il trombettista BlueMitchell, e con alcuni grandi della musica latino-americana come WillieBobo e MongoSantamaria. Il primo album che anni sessanta lo vede come leader è Tones For Joan’s Bones, nel 1966 in quintetto con WoodyShawalla tromba e Steve Swallow al contrabbasso. Due anni dopo pubblica Now He Sings, Now He Sobs, entrato nella leggenda del jazz, in cui suona con Roy Haynes alla batteria e Miroslav Vitous al contrabbasso.

Verso la fine degli anni sessanta, si unisce al gruppo di Miles Davis e compare su album importanti, come In a Silent Way e Bitches Brew. Con questo gruppo sperimenta l’uso di strumenti elettronici, ed in particolare il Fender Rhodes.

All’inizio degli anni settanta, Chick Corea intraprende alcuni progetti come leader. Tra il 1970 e il 1971, è attivo nel gruppo ‘Circle’, un complesso avant-jazz in cui militano Anthony Braxton, Dave Holland e Barry Altschul. Nel 1971 fonda un’altra band, Return to Forever. Le prime incisioni dei Return to Forever hanno un suono brillante, caratterizzato dalla voce diFlora Purim, dal piano elettricoFender Rhodes e dal flauto. Durante gli anni settanta, il gruppo si sposta su sonorità più vicine alla musica rock. Nel 1974 il chitarrista Al Di Meola entra a far parte della band, e Corea intensifica l’uso dei sintetizzatori, in particolare il Moog e il Minimoog. Nel 1975 l’album ‘No Mystery’ con i Return to Forever vince il primo dei numerosi Grammy Award (18 in tutto) della sua lunga e straordinaria carriera, l’ultimo recentissimo nel 2013 il suo brano ‘Hot House’, tratto dall’album Hot House con Gary Burton vince il Grammy Award for Best improvised jazz solo.

Ci vorrebbe un libro per citare dettagliatamente tutta la sua straordinaria produzione musicale, le collaborazioni e i premi vinti( nel 2010 incide ‘Orvieto’ con Stefano Bollani), oltre ai numerosi Grammy , nel 1993 si aggiudica la Targa Tenco per la canzone Sicily, interpretata con Pino Daniele, un meraviglio artista che si identifica nell’eccellenza della sua produzione musicale e, sicuramente nella continua ricerca di crescita individuale.

Un pianoforte gran coda dunque, per esaltare le eccelse qualità di questo musicista che nel corso della serata si è destreggiato tra sue composizioni, Sometime Ago, La Fiesta , Armando’s Rhumba, e pezzi di Miles Davis e Thelonicus Monk, Someday My Prince Will Come, Monk’s Mood , Trinkle Tinkle, Blue Monk. Tra standard e improvvisazione ci ha regalato momenti di intensa emozione e divertente leggerezza quando ha deciso di intonare Children’s Song.

Chick Corea ha subito mostrato la sua voglia di comunicare, benchè sia parso gli siano mancate le parole, infatti ad una prima piccola pausa:

“…sono molto felice di essere qui, suonare questi standard…avete qualcosa contro le zanzare? Ok allora posso continuare…”

Ed ha continuato infatti tra standard e pezzi di strepitosa improvvisazione ci ha regalato una serata davvero speciale, ha suonato per quasi due ore e quando è sceso dal palco l’inevitabile ovazione del pubblico entusiasta lo ha costretto a risalire per un singolare bis, infatti Corea ha coinvolto il pubblico dicendo:

“…io suonerò per voi ma voi canterete per me…”

Ed ha improvvisato uno strano coro dirigendo e “rimproverando” chi non cantava è riuscito a regalare ai presenti altri quindici minuti di divertimento puro, per un’altra serata indimenticabile.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Si ringrazia l’Associazione Arti e Corti – Musica Oggi e tutto lo Staff di ‘il ritmo delle città‘ per la gentile disponibilità.

Steven Swallow e Carla Bley al Castello Sforzesco

carla-blay-castello-sforzesco

http://www.angelabartolo.it/wp-content/tn3/2/Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_15.jpg
  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_01

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_02

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_03

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_04

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_05

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_07

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_06

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_08

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_09

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_10

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_11

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_12

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_13

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_14

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_15

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_16

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_18

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_17

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_19

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_20

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_22

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_21

  • Carla-Bley_Castello-Sforzesco_20130719_23

 

Steven Swallow e Carla Bley al Castello Sforzesco per “Il Ritmo delle Città”

 Il quintetto del bassista compositore Steven Swallow si arricchisce della presenza di Carla Bley per una serata indimenticabile al Castelle Sforzesco di Milano. Carla Bley moglie e partner musicale di Steven ha collaborato nel corso della sua carriera con ,Don Cherry, Roswell Rudd, Steve Lacy, Robert Wyatt, con il batterista dei Pink Floyd Nick Mason, già negli anni sessanta importante figura del movimento Free jazz, negli ani settanta fonda una big band tuttora attiva che porta il suo nome. In italia ha collaborato con Enrico Rava, Paolo Fresu, e con il trombonista

Il live ha rispecchiato la scaletta del disco ‘Into the Woodwork‘ uscito quest’anno per l’etichetta discografica tedesca Ecm, che a sua volta riprende incisioni dal vivo datate novembre 2011 in occasione di alcuni live in Francia.

Fra le composizioni più riuscite il brano su tempo veloce ‘Unnatural Causes‘, ma anche,Bite your grandmother’,’ Into the woodwork’, ‘From whom it may concern’, ‘Back in action’ e ancora, ‘Grisly business’, ‘Unnatural causes’, sono stati ben dodici i brani suonati dal quintetto, tutte le composizioni eseguite sono di Steven Swallow.

Tutto il live attraversato dagli incredibili assoli del basso di Swallow che dialoga con il visionario organo della Bley, irradiando attraverso le vibrazioni del suono un’energia magnetica completata e esaltata dalla perfetta esecuzione di Steve ma anche Crys Cheek al sax e i Steve Cardenas alla chitarra, hanno dato prova, se ce ne fosse stato bisogno, di una preparazione e professinalità a livelli incredibilmente alti.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Si ringrazia l’Associazione Arti e Corti – Musica Oggi e tutto lo Staff di ‘il ritmo delle città‘ per la gentile disponibilità.