Nicole Mitchell al Teatro Manzoni

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Nicole Mitchell – prima europea per il concerto Natale dell’aperitivo  al Teatro Manzoni

Aperitivo in Concerto ha presentato, in prima europea, il nuovo, appassionante lavoro della straordinaria flautista e compositrice Nicole Mitchell:

‘When Life’s Doors Open’, affascinante ritratto della vita di oggi al femminile e che l’autrice ha voluto rileggere alla luce delle prossime festività natalizie, coniugando la tradizione popolare africano-americana con i temi più attuali della nostra modernità.

‘Tre donne che simboleggiano la saggezza, la scoperta e la lotta’ 

Così la flautista Nicole Mitchell presenta le tre vocalist che l’hanno accompagnata al Manzoni  per il nuovo progetto 

‘When Life’s Doors Open Un live costruito intorno alle personalità artistiche di Jamika Ajalon, FayVictor, Kiran Ahluwalia e al valore di un gruppo di jazzisti newyorkesi’

dice la 46enne artista di Chicago. La Mitchell è  “una delle poche donne” in molti contesti:

«Il jazz è ancora un mondo maschile, cantanti a parte; dopo molti anni da compositrice e flautista so che devi avere idee migliori e il doppio di grinta e volontà rispetto ai miei colleghi». 

Il nuovo show è dedicato a un tema universale:

«Il percorso che ognuno di noi fa o vorrebbe fare per realizzare i propri sogni». Qui entra in gioco il trio di vocalist: «È per l’idea alla base della mia musica che il ruolo di Jamika, Fay e Kiran è così importante: sono tre aspetti diversi degli ideali e delle vocazioni di noi donne, dalla riflessione all’azione».

La Mitchell, flautista, cantante  ha una forte consapevolezza sociale e politica:

«So che in Europa le donne stanno lottando contro il femminicidio e mi unisco alla battaglia civile con il mio concerto».

Pensata come una suite e presentata pochi mesi fa al club Roulette di Brooklyn, ‘When Life’s Doors Open’ è il punto di vista di una donna che guarda al mondo da artista ma senza perdere di vista la realtà quotidiana. Dalle idee alla musica, in scena con la leader  ottimi strumentisti, come il chitarrista Martin Sewell e anche un tocco d’innovazione, affidato alla dj Val-Inc e un accenno classico con il corno francese di Vincent Chancey.

Il live ha dato spazio anche alla «spoken word» (recitazione fra poesia e performance) di Jamika Ajalon.

Un progetto complesso, da cui è scaturito un concerto intenso e impegnativo, in cui i vari generi musicali si sono integrati all’improvvisazione permettendo al jazz di diventare  la un unico straordinario “collante”.

‘When Life’s Doors Open’, nel rispetto della migliore trazione jazz, con uno sguardo rivolto al futuro e un’attenzione particolare per l’universo femminile, fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile che sul palco ci fossero cinque donne su un gruppo formato da otto elementi.

Innovazione e tradizione che hanno riempito il Teatro Manzoni per il concerto di  ‘Natale’.

insegnamento ed innovazione sono parate integrante della sua vita e del suo lavoro.

 

Immagini e testo di Angela Bartolo
Fonte delle informazioni Aperitivo in Concerto.
Evento organizzato da Mediaset e Publitalia 80.
Un particolare ringraziamento alla Sig.ra Viviana Allocchio Responsabile Iniziative Speciali Fininvest/Teatro Manzoni per la gentile collaborazione.

Carmen Souza al Blue Note

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Carmen Souza al Blue Note di Milano con i suoi ritmi caldi

Carmen Souza é certamente una delle voci più interessanti della nuova generazione della cosiddetta world music. Nata a Lisbona da una famiglia capoverdiana di estrazione cristiana, la sua musica fonde in sé tanti generi musicali, dalla Morna, al Batuke, al Jazz, al Soul e oltre.

Carmen parte dalla forza delle proprie radici per scoprire frontiere sempre nuove. Il suo modo di cantare è una versione del tutto personale della verve di Billie Holiday, Nina Simone e Casara Evoria, tra melodie inusuali, umori esotici, africanismi e scat jazz, vibrati controllati e frasi dall’andamento imprevedibile.

Il suo ultimo album Katchupada è stato il fulcro del concerto al Blue Note. Come l’omonimo piatto di Capoverde, che contiene una grande varietà di ingredienti e spezie, così eclettiche e sorprendenti sono la musica e la voce di Carmen Souza.

Oltre ai brani originali, firmati dalla stessa artista con musiche e arrangiamenti di Theo Pas’cal, spiccano cover di alcuni classici di Charlie Parker e Oscar Hammerstein III come My favourite things e Donna Lee a cui Carmen Sousa, riesce a dare un’impronta estremamente personale.

Una serata ricca di momenti intensi, una serata in cui Carmen Souza, alternando i diversi linguaggi con i quali è cresciuta, con la stessa facilità con cui alterna gli strumenti che suona ( chitarra – piano – rhodes e voce) ha offerto al pubblico del blue note una raffinata serata tra jazz e soul con momenti afro senza mai perdere la sua leggerezza.

Sul palco con Carmen, Theo Pascal (basso elettrico e contrabbasso) arrangiatore di una gran parte dei pezzi contenuti in Katchupada, Elias Kacomanolis (battereia e percussioni) e Ben Burrell (pianoforte), musicisti ricercati e appassionati, capaci di fondersi completamente e delicatamente con le sonorità che di brano in brano Carmen Suoza variava e modulava diversamente. Una serata terminata con una standing ovation che il pubblico ha voluto regalare agli artisti sull’ultimo brano.

Evento organizzato da Blue Note Milano in collaborazione con Parole e Dintorni che si ringrazia per la gentile disponibilità

Immagini e testo di Angela Bartolo

I Blue tornano all’Alcatraz

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I Blue tornano all’Alcatraz di Milano

I Blue, con oltre quindici milioni di copie vendute e tre album in vetta alle classifiche in tutto il mondo ‘All Rise, One Love, Guilty’, dopo aver suonato dal vivo in tutto il mondo e duettato con artisti del calibro di Elton John e Stevie Wonder, a tredici anni dal loro debutto sono una band che può contare su una solida esperienza artistica e un’altrettanto consolidata amicizia fra i suoi quattro componenti: Lee Ryan, Antony Costa, Duncan James e Simon Webbe.

Quando nel 2005 ognuno di loro decide di prendere un periodo di riposo dalla band per dedicarsi ad altri interessi personali – dalla carriera Tv a dischi solisti, incursioni nel mondo del musical o in quello degli affari – il legame comunque non si spezza ed è sufficiente il richiamo dei fan e l’occasione di rappresentare il Regno Unito alla Eurovision Song Contest nel 2011, perchè la band ritrovi l’energia e l’entusiasmo degli esordi, ma con la maturità e il carisma di artisti adulti.

Per questo, dopo quell’esperienza, i Blue si sono immediatamente messi a lavorare al quarto album in studio, trovando nel pluripremiato RedOne, già collaboratore di Lady Gaga, Pitbull e Jennifer Lopez, e nel duo Wayne Hector & Cutfather (Britney Spears, Pussycat Dolls, James Morrison, Nicki Minaj) i produttori in grado di valorizzare l’evoluzione del loro stile caratteristico, fatto di ballate pop e canzoni ricche di energia. Il risultato è Roulette, uscito in Italia il 1° febbraio 2013 (su etichetta Universal), un disco che in 13 tracce – 15 per l’edizione deluxe – esprime al meglio chi sono i Blue oggi. Come già l’album, anticipato dal singolo Hurt Lovers, al quale ha fatto seguito Without You, anche il palco mostra che la ex boyband nata a fine anni 90, è stata capace di mantenere intatto il marchio di fabbrica che li ha portati al successo planetario, diventando una grande band composta da performer carismatici e ottimi compositori di canzoni pop destinate a colpire al primo ascolto.

Immagini di Angela Bartolo

Organizzazione degli eventi a cura di Barley Arts

Tom Harrell al Blue Note

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Tom Harrell al Blue Note di Milano emoziona il suo pubblico

Tom Harrell (classe 1946) è senza dubbio uno dei più importanti trombettisti jazz in circolazione, conosciuto nel mondo intero per le sontuose ed complesse melodie che ha composto e che gli hanno valso anche la fama di uno dei più grandi compositori dell’ultima generazione.

“Tom non suona solo le note giuste, lui diventa ogni nota che suona” Joe Lovano

Nei suoi ormai 40 anni di carriera musicale di jazz d’avanguardia, ha suonato con tutti i più grandi, da Dizzy Gillespie a Carlos Santana.Il magazine “Newsweek” lo ha definito “Il maestro della melodia”; “Down Beat”, la principale rivista americana di jazz, lo elegge tra le migliori trombe, ininterrottamente, dal 1977, e dal 1995 anche tra i migliori compositori; i suoi dischi hanno vinto Grammy e premi della critica.

“La musica mi ha dato una ragione per vivere. Quella ‘nera’, soprattutto, perché penso che tutta la musica provenga dall’Africa. I ritmi, l’armonia e le melodie mi hanno trasmesso il vero significato della vita perché tutta la forza vitale è contenuta all’interno della musica stessa”.

C’era grande attesa tra il pubblico, e le attese non sono state deluse, Tom Harrell entra in scena, al suo fianco Danny Grissett piano e Fender Rhodes e Ugonna Okegwo contrabbasso, per regalanrci serata all’insegna del grande jazz e dell’emozione.

“Spero di trasmettere con la musica la serenità alla gente. Penso che la musica sia un mezzo attraverso cui le persone trovino le risposte dal profondo, guardando alle loro origini, e comunicando all’esterno le loro emozioni”. Tom Harrell

Immagini e testo di Angela Bartolo

evento organizzato d Blue Note Milano in collaborazione con Parole e Dintorni che si ringrazia per la gentile disponibilità.

William Parker quartet

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William Parker quartet – jazz tra improvvisazione e poesia – Aperitivo in Concerto al teatro Manzoni

Importante figura di raccordo del free jazz dagli anni settanta ad oggi, il contrabbassista/compositore William Parker ha fatto della musica una questione di vita spirituale, spesso ha cercato di spiegare alla comunità musicale come il suo jazz fosse intimamente legato alle occasioni della vita, alla sua tristezza, ma anche come fosse possibile sopportarne il carico grazie a quel legame verso la fede in Dio.

Tralasciando tutta la maestosa attività svolta a servizio di tanti nomi illustri della musica improvvisata americana e non (Bill Dixon, Sunny Murray, Charles Tyler, Billy Higgins, Charles Brackeen, Alan Silva, Frank Wright, Frank Lowe, Rashid Ali, Donald Ayler, Don Cherry, Cecil Taylor, Jimmy Lyons, Milford Graves, Walter Bishop, Sr., Maxine Sullivan, Peter Kowald, Peter Brotzmann, Han Bennink, Tony Oxley, Derek Bailey, Louis Sclavis, Louis Moholo) e quella condotta in coabitazioni musicali con alcuni dei migliori talenti del free degli ultimi trent’anni.

Il sound è spesso ipnotico, con continue scosse allo strumento ricavate anche attraverso tecniche estese, un uso dell’arco tutto frutto della personale interpretazione dei temi di Parker, che dà alla sua musica un tono dissonante, incalzante.

“….Ci sono due modi per fare musica – la via accademica o quella spirituale. La prima è costruita sul concetto che non esiste un mondo spirituale vivente, solo il mondo che possiamo vedere, sentire, toccare, sentire e gustare. Questa musica è basata sull’idea che l’uomo è il compositore della musica e la musica si manifesta solo come suono. E’ finita, con un inizio e una fine. Questa scuola di musica è insegnata nelle scuole in tutto il mondo usando mappe chiamate spartiti che regolano l’immaginazione. Utilizzando teorie e formule studiate per tenerci lontano da una esperienza religiosa. Il secondo approccio alla musica non viene insegnato nella scuola di musica. Le teorie della Musica Cosmica, Musica Spirituale, Musica Winti, Musica dei Toni, Musica Om, si basano sulla teoria musicale finale che risiede nell’amore per Dio. Il riconoscimento che l’Universo e tutto ciò che è dentro è collegato ed è musica. “La musica è” tutto ciò che vive, tutto ciò che è parte della creazione. Composizione musicale e l’improvvisazione diventa una forma di preghiera. Succinta e meravigliosa. Che comprende l’intera esistenza del suono e del silenzio…” William Parker

Insieme a Parker in questo progetto tra jazz e poesia, David Budbill, autore di sette volumi di poesie, di otto testi teatrali, un romanzo, una serie di testi per l’infanzia e numerosi saggi, nonché un libretto per un’opera. Fra le più importanti voci poetiche nel panorama letterario statunitense, da lungo tempo collabora e si esibisce con il contrabbassista e compositore William Parker e con il batterista Hamid Drake, con i quali ha inciso ‘Songs for a Suffering World ‘(2003) e ‘Zen Mountains – Zen Streets’ (1999).

A completare il gruppo Rob Brown al sassofono contralto e Lewis Barnes alla tromba, collaborazioni collaudate da anni di progetti e dischi prodotti, che ci hanno regalato una mattinata di intense emozioni musicali.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Fonte delle informazioni Aperitivo in Concerto.
Evento organizzato da Mediaset e Publitalia 80.
Un particolare ringraziamento alla Sig.ra Viviana Allocchio Responsabile Iniziative Speciali Fininvest/Teatro Manzoni per la gentile collaborazione.

Maceo Parker fa ballare il Blue Note

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Maceo Parker fa ballare il Blue Note di Milano con la sua forza funk.

Maceo Parker classe 1943 è ormai un sinonimo di funk, le sue collaborazioni con i grandi del genere ne hanno fatto la storia .Nessun musicista più di lui rappresenta l’essenza stessa del genere, sin dagli esordi al fianco di James Brown, intorno alla metà degli anni sessanta.

Il suono del suo sax ha segnato indelebilmente i successi del “Padrino del Soul”, a cui ha impresso il suo leggendario groove.

Una lunga carriera costellata di successi e riconoscimenti, collaborazioni di prestigio, oltre al lungo sodalizio con James Brown ha suonato con Prince, Parliament/Funkadelic, Brian Ferry, Living Colour, Material, De La Soul, George Clinton, e molti altri grandi, ha al suo attivo una quindicina di album solisti di altissimo livello.

Un artista straordinario che riesce ad essere contemporaneamente una forza della natura ed un raffinato strumentista.

Ha cominciato a suonare alla tenera età di 11 anni e ben presto il suo talento e il suo stile si sono rivelati in quel particolare modo di suonare il sax, più vicino alla batteria che al suono che si addice ad uno strumento melodico.

Al modello musicale di Charlie Parker ha aggiunto una sferzata funk dalle sfumature più percussive, Maceo Parker non si limita a suonare il sassofono, interloquisce con il pubblico, canta suona e coinvolge tutto il suo corpo nella vibrazione musicale, sembrerebbe ‘posseduto’ dal sond, e la stessa cosa si può sicuramente dire degli straordinari musicisti che lo accompagnano, Will Boulware (tastiere), Martha HighDarliene Parker (voce), Bruno Speight (chitarra), Rodney Curtis ( basso), con il risultato di ottenere una miscela trascinante, irresistibile, che invita a muoversi e ballare senza tregua, cosa che al Blue Note di Milano sabato sera è stata inevitabile.

Immagini e testo di Angela Bartolo

evento organizzato da Blue Note Milano in collaborazione con Parole e Dintorni che si ringrazia per la gentile disponibilità.

Dr Lonnie Smith travolge il Blue Note

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Dr Lonnie Smith travolge il Blue Note con un indimenticabile Hammond

Ho incontrato Dr. Lonnie Smith per la prima volta molti anni fa al Blue Note e allora come ieri sono rimasta affascinata da questo meraviglioso Sik che sprigionava l’energia di un tornado.

Mercoledì sera ho ritrovato questo straordinario musicista, nuovamente al Blue Note a Milano, scopro nel documentarmi che è nato a Buffalo (NY) ed è figlio d’arte, e che evidentemente ad un certo punto della sua vita, ha scelto una spiritualità inusuale per noi occidentali, ma questo è un punto sul quale, alle domande dirette dei giornalisti risponde con un sorriso.

La storia musicale di Lonnie inizia quindi a Buffalo in giovanissima età, la sua attenzione è inizialmente rivolta al Pop, ma per una serie “casualità” Lonnie incontra il jazz e, in chiesa l’organo Hammond, affascinato da l jazz e folgorato dal suono dell’organo, comincia a recarsi ogni giorno al negozio di arti musicali di Buffalo Art Kubera solo per guardare gli organi da cui tanto era attratto.

Lonnie Simith racconta:

 “Un giorno trovai il negozio chiuso e mentre me ne stavo andando il titolare mi chiamò nel retro e mi disse “Vedi quell’Organo? Prendilo è tuo” non potevo crederci, era un organo nuovo che costava un sacco di soldi. Quell’uomo per me è stato un angelo e ha completamente cambiato la mia vita.”

Così Lonnie imbocca la strada del jazz prendendo spunto da Smith e Davis, comincia a suonare un ad orecchio partendo dalle sue basi sol e pop. Da quel momento parla la storia molti dei sui dischi come “Afro-Desia”, “Move your Hand” o “Finger-Lickin’ Good Soul Organ” sono emblematici di quello che è il suo sound.

Lonnie Smith è in prima linea della scena Jazz dal 1967 e ha collaborato tra gli altri, con Lou Donaldson, David Newman, Blue Mitchell, Joe Lovano, George Benson, Jack McDuff, Dizzy Gillespie, Grover Washington Jr, Ron Carter, Jimmy McGriff, Leon Thomas, inoltre ha registrato ed è apparso in più di 70 album. E’ noto anche per le sue collaborazioni con grandi del R’n’B e del Soul come Gladys Knight, Dionne Warwick, Etta James, The Impressions e the Coasters. Recentemente è stato insignito del titolo di “Miglior Organista Jazz” 2003/2004 /2005 dal Jazz Journalist Association.

Il Blue Note di Milano mercoledì sera travolto e coinvolto dal tornado che questo straordinario musicista riesce a scatenare il pubblico è rimasto per tutto il tempo del concerto completamente rapito dal suono e dall’energia di Dr Lonnie Smith, ma anche dalla straordinaria abilità di Jonathan Kreisberg alla chitarra e Johnathan Blake alla batteria, perfettamente affiatato il trio, ci ha regalato una serata senza dubbio indimenticabile.

Dr Lonnie Smith ha deciso di stupirci ancora una volta e tornando sul palco per i bis, ha collegato il bastone da ‘passeggio’ a uno spinotto trasforormandolo in uno strano strumento a percussione e regalandoci una chiusura decisamente particolare di un concerto decisamente straordinario.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Evento organizzato dal Blue Note Milano in collaborazione con Parole e Dintorni che si ringrazia per la gentile disponibilità.

 

Regina Carter al Blue Note

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Il violino di Regina Carter fa volare il pubblico del Blue Note attraverso la musica

Regina Carter oggi è considerata il violino jazz più importante e significativo, dopo quello leggendario di Stephane Grappelli. La sua bravura e la sua fama sono state consacrate anche grazie alla collaborazione con Wynton Marsalis (Grammy Awards e premio Pulizer), con la “Lincoln Center Jazz Orchestra” e Cassandra Wilson per “Travelion Miles”.

La sua autorevolezza musicale, mista a grazia ed eleganza, è riconosciuta dalle riviste specializzate più importanti. Ma non è soltanto il mondo del jazz ad interessarsi alla sua musica: artisti come Faith Evans, Elliot Sharp, e Mary J. Blige l’ hanno chiamata a collaborare nelle loro registrazioni.

Regina Carter spazia dalla musica classica al jazz alla world music e combina una tecnica mozzafiato con qualità profonde di composizione e di improvvisazione con un nuovo, aggressivo approccio al suo strumento e al tempo stesso mette in dubbio l’immagine comune del violino: nelle mani della Carter il violino mostra non soltanto il suo lato melodico, bensì anche tutte le sue possibilità percussionistiche.

Con l’ultimo album “Reverse Thread”, Regina Carter  ci trasporta in un ipnotico e affascinante mondo di melodie popolari africane.

Martedì 29 ottobre al Blue Note di Milano Regina Carter, con Xavier Davis al piano, Jesse Murphy basso, e una splendida Gayelynn McKinney alla batteria hanno regalato ad un pubblico appassionato e attento una serata decisamente emozionanate. C’erano diversi musicisti tra il pubblico e al termine della serata, Regiana ha chiamato sul palco per dare vita a un bis veramente particolare un amico violinista che ha duettato con lei in modo davvero straordinario, aggiungendo se possibile emozione all’emozione già data.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Fonte delle informazioni Bule Note Milano

Evento organizzato da Blue Note Milano con la collaborazine di Parole e Dintorni che si singrazia per la gentile disponibilità

David Murray Infinity Qartet & Macy Gray

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David Murray Infinity Qartet & Macy Gray per un’apertura sold out di Aperitivo in Concerto

 

Il sassofonista David Murray, uno fra gli indiscussi protagonisti della musica improvvisata degli ultimi tre decenni, torna a Milano per presentare il suo nuovo quartetto, che vanta la presenza del noto contrabbassista Jaribu Shahid, dell’eccezionale batterista Nasheet Waits e dell’eccellente pianista Thornton Hudson jr.

Affianca Murray una cantante straordinaria e conosciuta in tutto il mondo come Macy Gray, strepitosa protagonista internazionale di un raffinato neo-soul che nel gruppo del sassofonista ritrova le sue radici improvvisative per una travolgente esibizione che coniuga funk, soul e blues.

Natalie Renee McIntyre, Macy Gray, pubblica nel 1999 ‘On how life is ‘che ottiene un enorme successo, tale da farle guadagnare il Grammy Award. Ha al suo attivo collaborazioni straordinarie con artisti come Erykah Badu e non solo. Appare nel film Spider Man interpretando se stessa, nel 2012 partecipa a Sanremo in qualità di ospite. Ha da poco paratecipato alla realizzazione dell’album ‘Be My Monster Love‘ a firma David Murray.

Al Teatro Manzoni, domenica mattina questo straordinario insieme di artisti ha dato inizio ad una stagione con grandi presupposti, Macy ha ‘stuzzicato’ il pubblico fino a sciogliere il composto ascolto dei milanesi e coinvolgerlo in cori e ovazioni.

Lo spettacolo si è articolato, tra assoli strumentali sublimi e momenti vocali di una qualità e un livello indescrivibili, emozionanati e a volte come nel caso della voce del pianista Thornton Hudson jr inaspettati.

Un momento di musica di qualità strordinaria e di un’ntensità difficile da dimenticare.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Fonte delle informazioni Aperitivo in Concerto.
Evento organizzato da Mediaset e Publitalia 80.
Un particolare ringraziamento alla
Sig.ra Viviana Allocchio Responsabile Iniziative Speciali Fininvest/Teatro Manzoni per la gentile collaborazione.

I Foals sbarcano all’Alcatraz

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I Foals sbarcano all’Alcatraz unica data italiana ‘Holy Fire tour 2013’

Vengono da Oxford, dove si sono formati nel 2005 e suonano un rock già definito ‘calendoscopio sonoro dai tratti sofisticati e sperimentali’.

E’ dal 2008 che Yannis Philippakis, Jack Bevan e compagni non si esibiscono dalle nostre parti e nel frattempo, dopo alcuni EP e l’esordio discografico avvenuto nel 2008 col l’ottimo ‘Antidotes’, la band di Oxford ha dato alle stampe anche ‘Total life forever’ nel 2010, ed è appena uscita su DVD la loro doppia performance dal vivo realizzata sul palco della Royal Albert Hall di Londra lo scorso 28 marzo (dove hanno registrato il sold out) intitolata  ‘Holy Fire – Live at the Royal Albert Hall’.

I Foals coinvolgono il loro pubblico con un tornado di energia che parte dal palco innescato da Yannis per coinvolgere e sconvolgere chiunque voglia davvero farsi catturare dalla vibrazione rock che a tratti, sembra davvero sollevarti da terra, giovani, tecnicamente preparati, ma soprattutto capaci di scatenare l’alchimia che trascina la folla.

Una scaletta ricchissima quella eseguita all’Alcatraz che ha permesso a tutti I presenti, compresi quelli che dei Foals sapevano poco o nulla, di capire conoscere e sentire quanto nel rock ci sia ancora da dire, ‘Prelude’,’ Olympic Airways’, ‘Blue Blood ‘, ‘‘Late Night’, ‘My Number’, sono solo alcuni dei pezzi che hanno coinvolto e sconvolto i numerosi fances.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Organizzazione a cura di VIVO Concerti

Steve Vai – The Story of Light

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Steve Vai posegue il suo tour ‘The Story of Light’ all’EVO di Nonantola (Mo)

Steve Vai chitarrista polistrumentista, produttore discografico, nella sua incredibile carriera collaborato con il leggendario Frank Zappa, come chitarrista e ‘trascrittore’ delle complesse partiture di quel genio di Frank che parlava di lui come di un chitarrista diabolico ( “little italian virtuoso” ), eccelso nella tecnica e nel talento.

Steve vanta numerose importanti collaborazioni, David Lee Roth (ex-Van Halen), con gli Alcatrazz di Graham Bonnett , con i Whitesnake leggende del rock britannico, con John Petrucci, con Joe Satriani e con la Metropole Orchestra, da cui nel 2007 nasce un bellissimo doppio disco dal vivo intitolato ‘Sound Theories, VOLS 1-2′ . Ha anche partecipato all’esecuzione della colonna sonora del film ‘Fantasmi da Marte’ di John Carpenter insieme agli Anthrax e a Buckethead. Nel 2002 ha accompagnato con la chitarra Nelly Furtado nell’esecuzione della canzone ‘I’m Like a Bird’ durante i Grammy Award. Ha partecipato al Greatest Hits di Eros Ramazzotti uscito nell’ottobre 2007.

Steve Vai classe 1960, nato a New York ma di origini italiane, con alle spalle una quantità di successi che è impossibile elencare qui ora, apprezzato come discografico e produttore sembra che trovi la sua maggior soddisfazione nel salire sul palco per coinvolgere il pubblico nelle sue acrobazie musicali.

Mercoledì sera all’EVO a Nonantola (Mo) Steve ha lanciato il suo richiamo da dietro le quinte per uscire dopo alcuni minuti ed iniziare una performance tanto intensa da rendere impossibile trovare aggettivi che possano desciverla correttamente.

Rivolgendosi al pubblico dopo il primo pezzo ha detto:

Siete pronti? Siete pronti per un concerto di sei ore? Bene! Avremo un concerto di sei ore, poi andrete a scopare e dopo andrete al lavoro…forse

Vai ha dato sfogo a tutta la sua abilità, cambiando una chitarra per ogni pezzo e suonando ogni chitarra in tutti i modi possibili, sembrava facesse l’amore con i suoi strumenti rovesciando sul pubblico una quantità incalcolabile di vibrazioni cariche di sensualità adrenalinica. Impossibile perdere anche una sola nota.

Non sono mancati anche piccoli momenti ‘teatrali’ , il batterista che sparisce ricomparendo con addosso un piccola batteria portatile completa di teschio fumante a lato, oppure lui stesso scompare per un attimo e ritorna con pastrano alla Dark Fender illuminato da luci fosforescenti, e via così sempre senza diminuire o abbassare nemmeno per un solo attimo la qualità e l’intensità della musica.

Un’esperienza da ripetere sicuramente.

Immagini e testo di Angela Bartolo

Organizzazione dell’evento a cura di Live Nation e Studio’s

29° edizione di Aperitivo in Concerto

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Il Teatro Manzoni presenta alla stampa la 29° edizione di Aperitivo in Concerto

Si è svolta alla presenza di numerose testate giornalistiche venerdì 27 settembre, la conferenza stampa di presentazione della ventinovesima edizione di ‘Aperitivo in Concerto’.

Presenti, oltre al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, l’assessore alla cultura del comune di Milano Filippo Del Corno, il direttore relazioni esterne di Peugeot Italia Eugenio Franzetti, il direttore comunicazione di 3 Italia Stefano Piastrelli e il direttore artistico del festival, il musicologo Gianni M.Gaualberto.

La programmazione di Aperitivo in concerto, con la direzione artistica di M. Gualberto, da lungo tempo si impegna nel presentare e venti caratterizzati solo ed esclusivamente da un pensiero fortemente originale e creativo, al di là di ogni limite artistico e linguistico.

La ventinovesima edizione di aperitivo in concerto prevede 11 eventi , di cui due prieme europee, e sette prime o uniche date italiane in programma dal 13 ottobre fino al 2 marzo Teatro Manzoni di Milano.

Questa edizione è stata dedicata più del solito all’improvvisazione afroamericana e alle molte forme con cui essa declina la propria tradizione.

L’avvio il 15 ottobre con David Murray grande esponenete dell’improvvisazione più innovativa degli ultimi quarant’anni, il 27 ottobre la poesia straordinariamente evocativa di Amiri Baraka prosegue, il 17 novembre David Budbill, che si esibisce con ‘The William Parker Quartet’, il 24 novembre con Anthony Joseph, poeta narratore dratturgo e musicista, il 15 dicembre con Nicole Mitchell che torna ad aperitivo in concerto con una prima europea. Via via, il programma mostra in un perfetto equilibrio di tradizione ed attualità, nell’intreccio tra musica e poesia.

Special guest Andrée Ruth Shammah, del Teatro Franco Parenti, a cui ‘Aperitivo in Concerto‘ ha offerto la consulenza artistica per il progetto ‘Enrgie da Tel Aviv’ , musiche e danze al Teatro Parenti da 10 ottobre.

Immagini e testo di Angela Bartolo

fonte delle informazioni ‘Aperitivo in Concerto’

Un particolare ringraziamento alla Sig.ra Viviana Allocchio Responsabile Iniziative Speciali Fininvest/Teatro Manzoni per il gentile invito.